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Merc 14 giugno . HIV: immaginari, pratiche sessuali e pratiche politiche

Siete tutt* invitat* al primo incontro di Autoformazione della Consultoria TransFemminista Queer:

HIV: immaginari, pratiche sessuali e pratiche politiche

Mercoledì 14 giugno al Vag61, via Paolo Fabbri 110
19.30 aperitivo di benvenuto
20.30 incontro di autoformazione

L’immaginario e il discorso costruiti attorno alla prima diffusione di HIV hanno reso questo virus distinto da ogni altro. Nonostante condivida vie di trasmissione e caratteristiche con i virus epatitici e altre malattie veneree, solo HIV ha avuto effetti e reazioni in ambito politico, sociale e sanitario per più di quarantanni dopo la sua comparsa. La “malattia” è stata usata come metafora di una giusta punizione per una sessualità non riproduttiva e come stigma verso il movimento glbt, emerso poco più di un decennio prima, che ha risposto con una riorganizzazione delle forme di attivismo. Se oggi esistono delle pratiche consolidate di Safer Sex è grazie agli sforzi di una generazione di attivist* che davanti alla diffusione incontrollata dell’AIDS si sono organizzati e formati a partire sia dalle poche informazioni scientifiche esistenti sia dai propri vissuti.
L’attuale disponibilità di terapie antiretrovirali, frutto delle lotte dei movimenti su Hiv, sospinge il virus in una condizione “undetectable”, ma senza una rielaborazione collettiva si corre il rischio di neutralizzare il discorso su HIV, mantenendo le persone sieropositive nell’invisibilità in cui si riattivano lo stigma e la paura.
Nonostante siano passati più di quarantanni dai primi casi documentati negli Stati Uniti, è importante conoscere la storia di HIV, sia per prevenirlo sia per trarne insegnamenti.

Gli incontri di autoformazione della Consultoria TransFemminista Queer sono basati su uno scambio circolare e orizzontale di saperi, pratiche e vissuti su salute, sessualità, corpi, relazioni con un aproccio safer sex, a partire dalla consapevolezza critica per cui le malattie sessualmente trasmissibili e la loro prevenzione non sono (state) un terreno neutro, ma di costruzione dello stigma contro alcune soggettività e di disciplinamento sociale delle condotte sessuali.
Vogliamo creare uno spazio di risocializzazione di saperi e pratiche diverso e più composito rispetto a quello costruito dalle associazioni specializzate in servizi alla comunità LGBTQI, mirato a potenziare partecipazione attiva, possibilità di scelta, solidarietà, mutualismo, oltre a contrastare discorsi stigmatizzanti, sessuofobici, sierofobici, puttanofobici.
Uno spazio in cui l’apporto tecnico, medico o scientifico possa essere uno strumento di informazione e consapevolezza accanto ai saperi delle lotte e delle diverse soggettività, in un contesto informale e situato nell’esperienza di ognun*.
Per far questo verranno sperimentate varie metodologie di interazione, che a seconda degli argomenti trattati cercheranno di garantire circolarità, partecipazione e se necessario anonimato. Modalità che ci permettano di affrontare vari temi in un ambiente safe e accogliente per i/le/lu partecipant*.